S. Domenico e S. Nicola - Ponte dei Santi


S. Domenico

Ad un tiro di schioppo dalla Certosa si possono ammirare i resti di quello che fu il Monastero benedettino di S. Bartolomeo detto anche di S. Domenico dal nome del suo fondatore.

Costruito tutto in pietra in una insenatura del monte porca intorno al 999, negli oltre duecento anni di vita ospitò una fiorente comunità monastica.

E' certo che, oltre all'affievolirsi di vocazioni religiose, la causa principale del decadimento di



Ruderi del Monastero di S. Bartolomeo o S. Domenico (sec. X)


questa comunità benedettina sia dovuta al fatto che l'Abate del Monastero di S. Bartolomeo, già dal 1136 era fautore dell'Antipapa Anacleto II anzichè seguire il vero papa Innocenzo II.

Tale circostanza indusse il papa Innocenzo III, il quale doveva ben conoscere la situazione di quel Convento da lui frequentato durante i suoi soggiorni in Trisulti, a sostituire i Benedettini con il novello Ordine di S. Bruno.
I certosini che vi subentrarono l'abitarono per alcuni anni abbandonandolo poi per costruire l'attuale Certosa più sicura e architettonicamente rispondente alla regola della vita cenobitica.

Di tutto quello che fu il vasto complesso di edifici ben poco è arrivato sino a noi.
Purtroppo l'usura del tempo e l'incuria degli uomini sta devastando anche la bellissima chiesa e la sottostante Sala capitolare le cui strutture e particolari ogivali ha indotto qualche studioso di arte e parlare di architettura "Protogotica" affermatasi da noi prima che l'arte di Borgogna fosse importata dai seguaci di S. Bernardo.

Si spera che almeno tale strutture trovino i necessari aiuti per i restauri, ad evitare che vadano completamente in rovina e che qualche pio soccorso giunga in tempo ad evitare la distruzione completa.


S. Nicola - Ponte dei Santi

Al di là della profonda vallata, sull'opposto monte, dirimpetto al Monastero di S. Bartolomeo, si possono ammirare le mura possenti dei resti del Monastero di S. Nicola.

Anche esso fu fondato dallo stesso S. Domenico abate per le giovani  che  indendevano monacarsi e dedicato a S. Nicola di Mira protettore delle Vergini. Ambedue i detti Monasteri erano alle dipendenze del Santo e degli Abati suoi successori.

Secondo la tradizione, l'abate Domenico, durante le maggiori feste dell'anno, riuniva le due comunità



Ponte dei Santi

sulle opposte rive del torrente e, stando in mezzo al ponte, teneva loro lunghi sermoni. Da allora il popolo ha chiamato quella località "Ponte dei Santi". Il Monastero fiorì e si sviluppò grazie anche alla protezione del potente Castello di Trisulti di proprietà dei Colonna.

La comunità di S. Nicola infatti sopravvisse per oltre cento anni a quella di S. Bartolomeo. Ma con la distruzione del Castello colonnese venne a mancare aiuto e protezione. Le monache furono soggette a scorrerie e violenze da parte dei briganti che infestavano la zona.

Il Monastero abbandonato dalle ultimi superstiti, ben presto deperì. Rimane in buone condizioni la chiesetta dove si conserva un quadro di S. Nicola in stile bizantino mentre il resto fu adibito a grancia dai Certosini.