Grotte dei Bambocci
Così denominata per la singolarità delle forme che riecheggiano figure
umane e animali.
Delle sue fantastiche bellezze hanno parlato scrittori e geologi famosi
come il Brocchi che la definì emula di quella di Antiparos nelle
Cicladi meridionali la quale era creduta la bellissima di tutte le
grotte.
Il Gori la denominò "Museo italico della natura".
Il dotto gesuita padre Secchi scriveva: "La più famosa è questa
grotta, mirabil opera di invisibil mano che la fè reggia al sonno ed
alla Notte".
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Artisti quali il Bossi e il Cottafavi ne
ritrassero gli aspetti più significativi.
L'architetto Romano Rossini ne fece bellissime incisioni.
L'ingresso è situato a circa due chilometri dal paese ed è
raggiungibile attraverso una comoda rotabile. Lo spettacolo delle
stalattiti e stalagmiti create dallo stillicidio delle acque nel
corso degli anni è di una bellezza ineguagliabile. Vi si possono
ammirare inoltre stupende formazioni botritiche (a grappoli
d'uva).
Fu già meta di visitatori tra i quali gli stessi Ministri di
Napoleone in Roma, durante il dominio francese e la Regina
d'Italia Margherita il 30 aprile 1904. |
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La mente estrosa
e fantasiosa del Gregorovius la immaginò quale "un tempio egizio
sostenuto da neri pilastri popolato da sfingi a di dei mostruosi, ora
quale una foresta in pietra di palme o di altre piante
fantastiche".
L'abate Santucci nel suo opuscolo "La grotta di Collepardo" di
dice "sgomento a descriverla" e per darne un'idea al suo
interlocutore la paragona al Pantheon di Roma "dalle cui pareti,
volta e pavimento, sorgono, in forme bizzarre, cipressi, tronchi, palme,
busti". Attualmente un comodo sentiero interno e una buona
illuminazione permettono una agevole visita.
La
grande Dolina o "Pozzo d'Antullo"
Singolarissima e forse unica rarità naturale del genere è il
cosiddetto "Pozzo d'Antullo".
Esso è una cavità carsica creatasi a seguito dello sprofondamento di
una grotta la cui volta, assottigliatasi per l'erosione delle acque,
sotto il peso del terreno sovrastante, è crollata.
La cavità infatti ha la forma di una campana con la circonferenza
inferiore molto più ampia di quella superiore.
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Quest'ultima misura circa 300 m. e la
profondità 80 m. Il fondo è coperto da una ricca e
lussoreggiante vegetazione resa sempre verde dalla presenza di
sorgenti d'acqua sotterranea.
La rarità del fenomeno e lo stesso aspetto selvaggio e sinistro
ha acceso nei secoli la fantasia del popolo che ha intrecciato
leggende e fantastici racconti sull'origine di questo
"pozzo". |
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Secondo una leggenda ancor oggi diffusa nel popolino,
il "pozzo" altro non era che un'aia nella quale sacrileghi
agricoltori osarono battere il grano durante il giorno di Ferragosto
dedicato alla Madonna Assunta.
La giustizia divina si sarebbe abbattuta sugli empi che non
avevano rispettato il precetto divino facendo sprofondare l'aia con i
contadini e le loro cose.
L'orrida natura del luogo inoltre fa da meraviglioso contorno a questa
rarità. Le nude pareti rocciose della cavità presentano una ricca
gamma di colori dovuti allo scorrere delle acque piovane su di esse
mentre l'abbondanza delle stallattiti formano tutt'intorno una
bellissima frangia.
Il già citato Gregorovius paragona il "pozzo" ad una
"stanza di delizie per Oberon e Titania" mentre più oltre
afferma che "se questo pozzo si trovasse in Germania o in
Scozia", l'immaginazione popolare non avrebbe mancato di popolarlo
di gnomi, di spiriti, di fate ma gli italiani hanno poca tendenza quelle
creazioni fantastiche, il loro cielo è troppo sereno, troppo
limpido".
"Che se poi", termina lo storico tedesco, "si considera
questo scherzo grandioso della natura assieme ai monti scoscesi e
maestosi che circoscrivono l'orizzonte, formano il tutto uno spettacolo
imponente che non si può a parole descrivere".