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Collepardo
è un grazioso paese (870 ab.) del Lazio meridionale, situato nel cuore
dei Monti Ernici, in provincia di Frosinone, a 20 km. dal Capoluogo ed a
90 da Roma.
Fondato probabilmente nel VI sec., esso giace su una collina a m. 581
s.l.m., ai piedi dei monti Monna (m. 1952) e Rotonaria (m. 1750).
Il paese presenta un aspetto tipicamente medioevale. il Centro Storico,
costituito da case, viuzze, vicoli e piazzette raggruppati attorno al
Palazzo comunale ed alla Chiesa parrocchiale (XV sec.), è delimitato da
una circonvallazione panoramica con resti dell'antica cinta muraria, nella
quale si aprono tre porte e si distaccano sei torri.
L'interno del paese
conserva pregievoli reperti artistici come i portali di molte case, le
bifore e l'antica Rocca dei Colonna (sec. XIV) che si fregia di un
magnifico portale del 1606 costruito dalla famiglia Tolomei. Al suo
interno è oggi collocata la Biblioteca comunale.
Un altro interessante portale, riccamente lavorato, è visibile in Via S.
Giovanni.
Alcuni avanzi di Mura Pelasgiche e Dolmen, nei pressi del Paese,
dimostrano che una piccola comunità era qui insediata fin dai tempi più
remoti, anche se l'origine di un vero e proprio nucleo organizzato va
ricercata nel VI sec. d.C.
La presenza, nei circostanti boschi di querce, lecci e faggi, di gatti
selvatici (gattopardi) sembra avere dato origine al suo nome e al suo
stemma araldico.
Nel territorio di Collepardo si possono ammirare, oltre a straordinarie
bellezze naturali, quali le Grotte dei Bambocci e la grande Dolina d'Antullo,
anche preziose opere artistiche, quali la Certosa di Trisulti, in cui sono
custoditi i dipinti del Cavalier D'Arpino e di Filippo Balbi, il
suggestivo santuario della Madonna delle Cese, il Monastero di San
Domenico fondato dal Santo di Foligno nel 1999, i cui ruderi presentano
caratteristiche dell'architettura proto-gotica, la chiesa parrocchiale del
Santissimo Salvatore, già citata in un documento del 1252 e ricostruita
nel XV sec., nella quale sono conservate interessanti opere pittoriche ed
un organo "Spadari" del 1836.
Lungo la strada che conduce alla Certosa si incontra il Giardino Botanico
"Flora Ernica", gestito dal WWf, nel quale sono riunite tutte le
piante spontanee dei monti Ernici.
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Collepardo
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